REALTÁ & VERITÁ nella Sistemica delle Costellazioni Spirituali
Mi addentro in un campo non mio, non sono né filosofo, né linguista. Son un osservatore di me stesso.
La realtà è che mi arrabbio più del necessario, meno di un tempo, anche se più di quello che auspicherei per me stesso. Queste esperienze le si potrebbero liquidare come attaccamenti o aspettative. Cerco invece di inquadrarle in un breve discernimento tra realtà e verità. Considerando che esiste anche una terza dimensione: l'Illusione!
Definire la realtà è affascinante e complesso al contempo. Non trovo un'unica definizione "giusta", il concetto cambia radicalmente a seconda che lo si guardi attraverso la lente della storia, della cultura, della geografia, della filosofia, della scienza o della psicologia.
Qui cerco di fare una sintesi di ciò che ho individuato e fatto esperienza - anche grazie all'AI (e non me ne vergogno, anche se l'AI a volte - certuni sostengono spesso - sbaglia!!) .
Come prima cosa cerco di definire il termine "realtà": deriva dal latino "res" curiosamente affine al sanscrito "rāh" che significa «possesso, bene, ricchezza», ovvero un oggetto materiale, e il sostantivo "realitas", da cui deriva il termine italiano "realtà", compare soltanto nel tardo Medioevo ad opera del filosofo di origine irlandese Duns Scoto, ma non per indicare la totalità di ciò che costituisce il "fuori" della coscienza umana, bensì l'individuazione, cioè la realtà ultima del singolo ente che esiste, senza però specificare sotto quale particolare forma esso esista.
Tale concetto si contrappone all'idea latina di "abstracta" che significa "quidquid credat intellectus de rei veritate" traducibile in "ciò che l'intelletto crede circa la verità della cosa"!
Di per sé molto interessante! Questa affermazione in merito a "ciò che l'intelletto crede" ne possiamo dedurre che la realtà non è per nulla oggettiva, ma risiede nel nostro intelletto. Quindi la "realtà" è solamente ciò che un essere vivente crede sia vero perché il suo cervello ha elaborato una certa quantità di informazioni provenienti dal mondo esterno costruendo artificialmente e quindi visualizzando, una determinata scena coerente con sé stessa (e con il vissuto dell'osservatore), ma che oggettivamente non esiste.
L'etimologia del termine indica le problematiche insite nel concetto di realtà e le sue relazioni con altri concetti filosofici, soprattutto "essere" e "verità". Tali relazioni sono essenziali per approfondire il concetto stesso di "realtà". Infatti, il concetto più antico e diffuso di "verità" è quello che la concepisce come corrispondenza fra pensiero e realtà, riponendo formalmente la verità nel giudizio.
In generale, la metafisica, ovvero una delle branche fondamentali della filosofia, tende ad avere una concezione di "realtà" molto più ampia di quella della scienza, andando alla ricerca del fondamento o dell'essenza nascosta dietro il semplice fenomeno fisico offerto all'evidenza dell'indagine strumentale.
Come seconda cosa cerco di definire il perché il tema risulta essere focale nella Sistemica e nelle Costellazioni Spirituali. Secondo Bert Hellinger, la fenomenologia dell'esperienza della Costellazione è determinante sia per colei/colui che porta il tema, sia per i rappresentanti, che per i presenti, nonché per il facilitatore. Quindi il percepito dei vari soggetti è fondamentale. Il percepito si coglie sia come elemento di realtà (movimento fenomenologico) sia di verità (processo del pensiero logico conseguente ad un azione, ad un pensiero o ad un esperienza).
In una Costellazione Sistemica Spirituale c'è una domanda che possiamo porci: ciò che emerge nella Costellazione è una realtà o una verità? O qualcos'altro?
Poiché molte persone dopo una Costellazione (a distanza di giorni) mi chiedono uno scambio di vedute, diventa interessante addentrarci in quello che potremmo individuare come punti di osservazione differenti della realtà e della verità nella rappresentazione costellata che abbiamo vissuto.
Va altresì riconosciuta una dimensione quantistica, oramai diffusa, l'osservatore influenza l'osservato e ciò che viene osservato!
Personalmente ho fatto esperienza di almeno tre prospettive alla lettura degli eventi (realtà/verità) in una Costellazione: filosofico/metafisico, scientifico/fisico e psicologico/emozionale. In un circuito non lineare le tre si mescolano quasi rispondendo alle tre dimensioni delle domande: perché? come? e che cosa?
1. L'approccio Filosofico/Metafisico
La filosofia considera la "realtà" come l'insieme di ciò che esiste effettivamente, distinguendosi da ciò che è solo immaginario, potenziale o apparente.
Da questo presupposto nascono tre approcci:
- Realista: sostiene che la realtà esiste indipendentemente da noi; se un albero cade in una foresta e non c'è nessuno a sentirlo, l'albero è caduto comunque.
- Idealista: suggerisce che la realtà sia in qualche modo costruita dalla nostra mente o dalla percezione (molte teorie si stanno diffondendo in tal senso, vedasi per sintesi Matrix). Senza un osservatore, il concetto di "realtà" perde di significato.
- Metafisico: la realtà è il fondamento ultimo delle cose, ciò che resta quando togli tutto ciò che è transitorio, accidentale o apparente viene tolto. Pertanto la realtà non è fatta di "cose" ma di prospettive.
2. L'approccio Scientifico/Fisico
Per la scienza, la realtà è ciò che può essere misurato e osservato. Tuttavia, qui le cose si complicano, anche perché ogni Costellazione è "unica":
- Fisica Classica: La realtà è fatta di materia ed energia che seguono leggi deterministiche nello spazio-tempo.
- Meccanica Quantistica: A livello microscopico, la realtà diventa probabilistica. Esiste il paradosso per cui l'atto di osservare un fenomeno può influenzarne l'esito (come nel famoso esperimento del gatto di Schrödinger).
- Coscienziale: o degli Universi Paralleli in cui fisica e metafisica si incontrano elaborando e sviluppando diverse teorie in cui diventa importante e imprescindibile il concetto di informazione, oltre a quello di luce e materia (vedasi precedente articolo).
3. L'approccio Psicologico/Emozionale
Questa è la realtà "che viviamo" tramite il nostro cervello, questo non percepisce il mondo esattamente com'è, ma ne crea una simulazione utile. Per esempio sono i nostri occhi a determinare i colori e il cervello a crearne la nomenclatura. Ogni esperienza è percepita con un sistema percettivo (siamo in grado di autodisgnosticarci se il sistema è integro o alterato?). Abbiamo sempre una rappresentazione mediata da alcuni fattori che per semplicità potremmo collegare anche in questo caso alle tre dimensioni: corporea, mentale e spirituale normalizzate o alterate a seconda del nostro corredo genetico, della comunità in cui siamo cresciuti e dalle esperienze che abbiamo vissuto (ciò significa epigenetica).
Per esempio nella sezione corpo pensiamo ad un daltonico, nella sezione mente ad una persona che ha avuto un trauma emotivo infantile, nella sezione spirito a chi è cresciuto senza la possibilità di imparare o studiare o fare esperienza della forza e provenienza del pensiero.
Altro esempio, i colori non esistono in natura, esistono frequenze di onde elettromagnetiche che il nostro cervello "traduce" in colori per aiutarci a distinguere gli oggetti, a loro volta queste onde generano vibrazioni cellulari, che generano emozioni, che a loro volta generano pensieri, che si traducono in movimento.
In Sintesi la realtà ha tre livelli:
- Livello Ontologico: ciò che esiste "in sé" (la sostanza ultima delle cose).
- Livello Fenomenico: ciò che appare ai nostri sensi e come lo interpretiamo.
- Livello Virtuale/Aumentata: realtà costruite artificialmente che simulano l'esperienza sensoriale.
In breve: "La realtà può essere definita come tutto ciò che continua ad esistere anche quando smetti di crederci "(Philip K. Dick).
Se tutto ciò risulta essere un breve riassunto sul concetto di "realtà" figuriamoci cosa ne scaturirebbe dal concetto di "VERITÁ", da un punto di vista filosofico, scientifico o psicologico.
In una Costellazione ogni persona si porta a casa un vissuto, un'esperienza, una percezione sulla quale spesso la si dovrebbe osservare in funzione delle prospettive che genera e lo spostamento o movimento generato dalla stessa Vita in cui siamo immersi.

essere o non essere …





