Il LEADER HYBRIS

«Hybris è oggi tutta la nostra posizione rispetto alla natura [...] hybris è la nostra posizione di fronte a Dio [...]
Hybris è la nostra posizione di fronte a noi stessi, giacché eseguiamo esperimenti su di noi, quali non ci permetteremmo su nessun animale, e soddisfatti e curiosi disserriamo l’anima tagliando nella viva carne: che cosa ci importa ancora della «salute» dell’anima! Dopo di ciò ci medichiamo da noi: essere malati è istruttivo, su questo non abbiamo dubbi, ancor più istruttivo che essere sani – i portatori di malattia ci sembrano oggi più necessari persino di qualsivoglia uomo di medicina e «salvatore».
Noi esercitiamo violenza su noi stessi, non v’è dubbio, noi schiaccianoci dell’anima, noi problematizzanti e problematici, come se la vita altro non fosse che schiacciar noci; in tal modo, appunto, non dobbiamo necessariamente diventare di giorno in giorno sempre più problematici, più degni di porre problemi, e proprio in tal modo forse anche più degni – di vivere? . . . Tutte le buone cose furono un tempo cose cattive; da ogni peccato ereditario è scaturita una ereditaria virtù.» (cfr. F. W. Nietzsche, Genealogia della morale, Milano 2007, Che significano gli ideali ascetici?, par. 9, p. 106-107).
Sono passati alcuni anni da un seminario tematico, tenuto dal dott. Stefano Da Re, psichiatra padovano, ad una platea ristretta di Manager nel mio piccolo eremo nei Colli Euganei. Fu un incontro interessante, intenso, ricco di risvolti, a breve e a lungo termine. All'epoca avevo incorniciato questo incontro in un percorso di crescita manageriale per una grande Azienda e pensavo all'utilità dei contenuti per loro e per il loro Chief. In realtà mi sbagliavo! Erano utili a me in primis e pochi furono tra i presenti che colsero i contenuti, gli spunti e le descrizioni fatte. All'epoca intuivo, ma non ne ero del tutto convinto, di avere anch'io qualche lineamento hýbris!
La sindrome di hýbris, spesso chiamata anche sindrome di Hubris, è una condizione psicologica, non necessariamente permanente o cronica, che si sviluppa in persone che occupano posizioni di potere di qualsiasi natura. L'ho riconosciuta quando dal 2001 al 2006 ebbi l'esperienza di Direttore del Parco e mi accorsi che molti politici ne erano intrisi, e io - per certi versi - ne venni esposto. Hýbris non è considerato un disturbo mentale in senso clinico del termine, ma piuttosto una serie di comportamenti e tratti della personalità che emergono o si accentuano a causa del potere esercitato. Il termine "hybris" deriva dall'antica Grecia e si riferiva alla tracotanza o alla superbia smisurata, l'arroganza che portava gli eroi a sfidare gli dei, rompendo l'equilibrio cosmico e attirando su di loro una punizione inevitabile. Ora che rivedo da vicino molte Guide Alpine ne trovo in loro e nelle loro gesta molti segnali.
Le caratteristiche principali della sindrome di hýbris si manifestano con una distorsione del senso di sé e della realtà. Si ha così un'eccessiva fiducia in sé e delle proprie capacità, tanto da rasentare il senso di onnipotenza. Si associano comportamenti arroganti e di disprezzo, con atteggiamenti di superiorità verso gli altri e un totale disprezzo per i consigli, le critiche o le opinioni altrui. Spesso, queste persone si circondano di collaboratori e persone che non osano contraddirli. tutto ciò si associa con una progressiva perdita di contatto con la realtà e senza accorgesene la persona si isola progressivamente, perdendo la capacità di valutare in modo obiettivo le situazioni e le conseguenze delle proprie azioni. Le decisioni diventano avventate e impulsive.
L'hýbriter (la persona che l'hýbris) ha un io che si identifica con l'organizzazione e tale identificazione è talmente forte con la nazione, l'azienda o l'organizzazione che dirige, da credere che i propri interessi e il proprio destino siano identici a quelli dell'intera entità che rappresenta. Il pensiero, il parlato, il pensato diventano azioni di autoglorificazione e le decisioni non sono più prese per il bene comune, ma per esaltare la propria immagine e cercare la "gloria personale". Quasi in una lotta tra San Giorgio e il Drago. Si entra in una fase quasi di trance o di Visione "messianica", la persona inizia a parlare di sé e delle proprie azioni come se avesse una missione divina o un destino superiore, arrivando a sentirsi responsabile solo di fronte a "corti" più elevate, come la Storia o Dio. È importante sottolineare che la sindrome di Hybris tende a manifestarsi finché la persona rimane in una posizione di potere, spesso i sintomi diminuiscono o scompaiono quando il potere viene meno, subentrando altre dinamiche in funzione della personalità e del disegno che ogni persona ha come corredo alla propria esistenza dal momento della nascita.
Se conoscete un Manager che è anche un Leader, è possibile che riconosciate in lui o in lei almeno uno dei tratti di hýbrissopra descritti.
Se desiderate iniziare un esercizio molto interessante e direi utile a noi stessi, è necessario porsi in una "posizione" il quanto più possibile di non giudizio e osservare il Leader. L'osservazione neutrale e sufficientemente distaccata - non è semplice lo so! ci sono antipatie, simpatie, invidie, adulazioni, dedizioni, etc. - ci consente di individuare meglio e con maggiori dettagli oggettivi i segni di hýbris. L'auto osservazione è più complessa e necessita quasi sempre di un coach o di un professionista dell'aiuto. È intuitivo riconoscere che ognuno di noi è coinvolto in almeno una parte di questi tratti. Intuire, cercare, studiare, riconoscere tali tratti è diventato un mio chiodo fisso, cerco così di evitare alcuni incontri ed errori, anche se non ci riesco del tutto e le delusioni - a volte - arrivano come il temporale! Io mi fido, mi entusiasmo, ma poi la buccia di banana è quasi inevitabile. Dall'Intelligenza Emotiva ho imparato a studiarmi e a studiare le situazioni, la Natura mi è maestra e ora uso il corpo come antenna, ci vuole un pò di tempo, di calma, ma le cose risuonano e le vibrazioni emergono, i segni e i segnali diventano più lucidi, coerenti. A quel punto decido. Ho condotto anni random, muovendomi istintivamente, le reazioni erano più goffe e irruente, danni ne ho fatti molti, soprattutto a me stesso, il motto era: "lo faccio se ne ho voglia"! Nel tempo ho accettato la sfida, inizio, ascolto, verifico, sento, provo, riascolto, ascolto me stesso e poi scelgo. A volte mi fermo, a volte proseguo, a volte torno indietro. Finchè c'è tempo c'è speranza!
La sindrome di Hýbris sia che la si subisca, sia che la si eserciti è un esperienza che non si dimentica facilmente, siamo in tanti ad esservi immersi, senza accorgersene, anche questo fa parte di una spinta evolutiva della società e dei tempi che stiamo vivendo in cui certi modelli che un tempo venivano corretti ora sono portati ad emblema, a stile di vita o di must Holliwoodiano. Ragionare su Hýbris va oltre il concetto di giusto e sbagliato, bene o male. Oltre il dualismo e il dilemma, va verso un'attenta osservazione dei propri automatismi verso una quarta Via. Posso testimoniare che tutte le evoluzioni e cambiamenti personali hanno in se questa matrice primigenia di movimento ed è per questo che cominciamo un nuovo inizio quando ci fermiamo ad osservarci ed osservare.
Cosa significa osservare l'hýbriter ? Perché farlo?
Perché rispecchia ciascuno di noi, ci narra delle sue origini mitologiche e della Grecia antica per noi occidentali. L'alibi che si concede all'hýbriter è un accecamento mentale che impedisce alla persona di riconoscere i propri limiti e di commisurare le proprie forze: chi ha ambizioni elevate e osa oltrepassare il confine posto dal "destino" pecca sicuramente di hýbrise incorre in quella che viene mitologicamente indicata anche come “invidia degli dei”, ma quando ci riesce diventa realmente - almeno per un breve lasso di tempo - un dio incarnato che se utilizza e valorizza i propri talenti mettendoli al reale servizio degli altri raggiunge mete elevate e può essere annoverato tra i grandi (ma sono pochi nella storia umana che possono ergersi a tali).
Le storie e le epopee dall'antica Grecia ci narrano di comportamenti superbi e violenti, come nei casi di: Serse nel suo disegno di dominio; Prometeo nel superare il limite posto da Zeus; Agamennone per avere iniziato la guerra di Troia. La tradizione ci narra che questi accadimenti generano nella stirpe una catena di eventi nefasti, e a onor di completezza la sistemica fenomenologica illuminataci da Bert Hellinger ne ha dato evidenza e connessione in modo direi inequivocabile. Alla luce della sistemica possiamo sostenere che le nostre "disavventure" traggono origine da eroi tragici e tragici eventi del nostro passato, e noi siamo impegnati in una legge della vita di ricerca per trovare - tramite il dolore e lo sforzo - una via di librazione da questo eterno circuito di reiterazione.
Se osserviamo tutto ciò a lato del nostro coinvolgimento personale, il più possibile in modo neutrale tale sintomatologia può generare anche un riscatto o un tentativo di riscatto personale dall'inesorabile destino: perire! Pur sempre "tutto è vanità". L'Hýbrisla possiamo, alla luce di questo, anche considerare come una fortuna, un tocco in cui l' "amor fati" possa manifestarsi e compiersi, come veicolo e tramite di possibile profonda conoscenza di Sé e del Sé.
Hýbris non solo come occasione di conoscenza di Sé, ma anche degli altri, dei sistemi e delle organizzazioni, delle famiglie, delle Aziende e delle Comunità sociali. Utilizzare l'Intelligenza Emotiva come primo passo per leggere e introdurci al mistero che ci circonda, addentrarci con altri strumenti a queste percezioni, che diventano esperienze, conoscenze e competenze. Proseguire con l'osservazione e l'applicazione della Sistemica di ciò che fenomenologicamente emerge in noi può darci numerosi spunti di lettura e interpretazione della realtà che ci circonda.
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