Kanban Board

Resilienza con Kanban

Cosa significa Resilienza in Kanban?

In una parola: "resistere" all'istinto di non tracciare ciò che accade, di non incontrarsi facendo riunioni efficaci, di non pubblicare nella bacheca Kanban i mal funzionamenti!

A voler approfondire, la parola "resilienza" ha molti significati, a seconda del contesto utilizzato, vediamone brevemente alcuni:

- nella tecnologia dei filati e dei tessuti: è l’attitudine di questi a riprendere, dopo una deformazione, l’aspetto originale;

- nella tecnologia dei materiali: la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi;

- nel management: la capacità di resistere ai fallimenti;

- in un team: la capacità di un team ad adattarsi ai continui mutamenti di contesto o di problematiche;

- in psicologia: la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà;

- nella vita: la capacità di trovare, avere ed esprimere perseveranza, grinta e determinazione;

A livello individuale il concetto e l'utilizzo che ne deriva è basato sulla conoscenza dei propri limiti percettivi e la capacità di superarli (almeno in parte), comunemente si ritiene che ciò possa accadere attraverso un percorso di consapevolezza, presa di posizione e azione.

A livello di team accade sovente che i problemi rimangano sotto traccia fintanto che un "cireneo" non si prende la responsabilità di farli emergere. Spesso ciò accade in modo quanto meno burrascoso, qualcuno si arrabbia, altri si stizziscono, altri ancora fanno come se il problema non fosse loro, e così via!

Con la Kanban Board i problemi sono all'ordine del giorno e vanno affrontati, la resilienza sta nell'affrontarli, dar loro un peso, una priorità, una misura e una possibile soluzione, quanto meno in termini di tempo entro cui verranno affrontati e risolti o, dal lato opposto, considerati dei limiti strutturali invalicabili.

Esploriamo, seppur per brevi cenni cosa significa "Resilienza" in un'organizzazione Aziendale. Resilienza ha una applicazione individuale, ed è una posizione a cui ciascuno di noi può allenarsi e tendere, da qui un gruppo e un'intera organizzazione.

La resilienza a livello individuale si ancora su tre attività personali: gestire le emozioni, essere connessi, essere compassionevoli. L'azione congiunta di queste tre dimensioni porta la persona ad un processo che ha fondamentalmente 4 tappe: il risveglio, la liberazione, il progresso, l'impegno.

Il risveglio avviene quando sono presente e consapevole, riesco cioè a distinguere il Sé, dai propri pensieri (il pensiero pensato), infatti noi siamo molto oltre di ciò che pensiamo, anche se spesso crediamo d'essere ciò che pensiamo; in questo pensare uno degli obiettivi, ma non l'unico, è individuare gli schemi ricorrenti, ciò consente ad individuare i pattern, essere più presenti e conseguentemente più consapevoli.

La liberazione accade nel momento in cui esercito il libero arbitrio dell'accettazione con un ingrediente di intelligenza, oggi potremmo dire con management; accettare i pensieri che ci pervadono e le sensazioni che fluiscono nel nostro corpo, anche tramite le emozioni, significa trasformare i pensieri sia quelli che aiutano, sia quelli che non aiutano alla nostra evoluzione o benessere, scegliendo di seguire i pensieri più validi, cioè quelli che percorrono le strade di una ragionevole e intelligente positività.

Il progresso è un qualcosa di tangibile e materiale, pur sempre iniziando da un'idea, in pratica è un idea che porta un beneficio, a livello individuale o collettivo. Il progresso è sempre abbinato ai valori e a ciò che conta ed è importante. Osservando i pensieri, le sensazioni e le emozioni che proviamo, che persona scegliamo di essere? quali Valori e qualità Umane scegliamo di perseguire? Questo genera un'evoluzione del nostro percepire e del nostro stare nel mondo e nella realtà.

L'impegno viene generato dall'azione e l'azione coerente con il risveglio, la liberazione e il progresso è la scelta di un obiettivo, tendenzialmente SMART (semplice, misurabile, appetibile, riproducibile e temporizzato) in termini Kanban F4P (adatto allo scopo). Impegno è sinonimo di speranza, attenzione, concentrazione, chiarezza nelle azioni e nei provvedimenti, nelle scelte; è un'agire determinato, finalizzato guidato da Valori chiari, declinabili nel concreto e condivisi.

Apparentemente tutto ciò poco o per nulla calza con Kanban! Anzi i principi, le pratiche e i valori Kanbaniani si rifanno esattamente a questo format, in cui la resilienza è una buona sintesi terminologica. Kanban Board è infatti flessibile, in funzione delle circostanze e del team di lavoro; non ti consente di nascondere ciò che accade e restare nel tuo guscio, o peggio di evitare il problema; è un framework e un modello che va oltre la sopravvivenza e la sopportazione; è un modello che accetta i rischi e le vulnerabilità conseguenti; genera onestà emotiva e consapevolezza di sé e del gruppo; l'obiettivo ultimo della Kanban Board è di predire il futuro e quindi essere uno strumento per prevenire. L'utilizzo della board genera sicurezza e condivisione, da significato a ciò che si fa, consente di individuare delle mediazioni e flessibilità necessarie a raggiungere lo scopo. Una buona board da una percezione di equilibrio e prospettiva.

Tutte queste componenti e fattori apparentemente immateriali scaturiscono da un uso e da pratiche Kanban nella vostra lavagna, con dei semplici post-it!


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