ARRIVATO? Regola II – PRESENZA

Arrivato ? - Regola II.
La presenza crea. Non le parole: la vibrazione.
Non le tue parole o azioni, ma la vibrazione che emani entra in armonia con il Campo.
Ci sono persone che entrano in una stanza e qualcosa cambia. Non annunciano il loro arrivo, non alzano la voce, non si mettono in mostra. Eppure qualcosa nell'aria si sposta, forse è una qualità dell'attenzione, una densità del silenzio, una direzione degli sguardi. Ho fatto esperienza che è l’armonia con il Campo che emettono. Il Campo o Campo morfico o Campo informato è un sistema complesso di livelli energetici che ci circondano e circonda tutto ciò che esiste. Gli studi di Rupert Scheldreke e le applicazioni fenomenologiche di Bert Hellinger ne hanno dimostrato l’esistenza pratica. Ora le tecnologie di Biorisonanza ne hanno parametro i segnali. Ogni cellula, ogni organo, ogni elemento presente emette una frequenza definita!
Chi è davvero presente non ha bisogno di fare nulla per essere percepito: è connesso. È la sua vibrazione e frequenza, in quel momento, a creare e a generare un entanglement quantistico.
Questa è forse la regola più difficile da spiegare e la più immediata da riconoscere quando sei nel Campo. Perché non si trasmette attraverso le parole. Non si costruisce con le azioni giuste. Non si impara da un manuale. La presenza autentica emerge da un luogo che precede il linguaggio, precede il gesto, precede persino l'intenzione: emerge da ciò che si è, non da ciò che si fa.
E ciò che si è — nel profondo, al di là delle maschere e dei ruoli — vibra. Costantemente, inevitabilmente, in ogni direzione.
La coerenza come fonte
Connettersi alla fonte significa essere una vibrazione che si emana consapevolmente, non è qualcosa che si decide. È la somma di tutto ciò che si è nel tempo: ogni pensiero coltivato, ogni emozione attraversata, ogni scelta fatta o evitata. Quando pensiero, sentimento e azione sono in armonia tra loro, quella coerenza produce qualcosa di palpabile: una qualità di presenza che gli altri percepiscono prima ancora di capirne la ragione.
Al contrario, quando vi è contraddizione interiore, quando si pensa una cosa e se ne dice un’altra, quando si dice una cosa e se ne sente un'altra, quando si agisce in modo difforme da ciò che si pensa e si crede, si generano delle dissonanze che non solo si irradiano, ma permangono e si memorizzano nel sistema con la stessa fedeltà con cui un antenato si fa vivo nella nostra vita per ricordarci di riconoscerlo, di vederlo e di ricordarci come ci ha insegnato Bert Hellinger «così è»!. Gli altri avvertono, spesso inconsciamente, una sensazione vaga di fidarsi o non fidarsi del tutto, di essere o non essere completamente a proprio agio. Non è giudizio: è risonanza.
«Non puoi nascondere a lungo ciò che sei davvero. La tua vibrazione parla sempre prima delle tue parole.»
Il lavoro sulla presenza, dunque, non è un lavoro di facciata. Non è imparare a stare in piedi in modo diverso o a modulare la voce come la PNL ci insegna. È il lento, paziente, spesso scomodo lavoro di far coincidere l'interno con l'esterno. Di smettere di fingere con gli altri, e soprattutto con se stessi. Ogni piccola coerenza guadagnata diventa un mattone nella costruzione di una presenza più solida, più autentica, più reale.
L’intero Mondo e Universo vibra per chi sa ascoltarlo
La vibrazione non riguarda solo ciò che si emana. Riguarda anche ciò che si riceve. Chi ha sviluppato questa qualità di presenza non percepisce solo le parole di chi ha di fronte: percepisce l’energia, l'intenzione, lo stato interiore che le produce. Legge la stanza e lo spazio prima ancora di aver ascoltato una singola frase.
Non ci si ferma agli esseri umani. Il Mondo intero, animato e inanimato, vibra. La Natura ha un registro ed ogni elemento ha una sua particolare vibrazione e frequenza. Chi è quieto dentro vibra in modo diverso, chi ascolta può finalmente udire: il ritmo di un albero che cresce, la tensione nell'aria prima della pioggia, la pace che certi luoghi emanano senza che nessuno l’abbia dichiarata, ma è stata pensata, progettata e vissuta. Gli animali la percepiscono istintivamente e la emettono. I bambini, prima che il condizionamento li chiuda, la sentono naturalmente molto intensamente. Gli adulti che hanno ritrovato il proprio centro possono riacquistare quella sensibilità.
«Tutto è energia. Accordarsi alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà.»
— Albert Einstein
Questa non è metafora poetica. La fisica quantistica conferma ciò che le tradizioni contemplative hanno sempre insegnato: la materia è vibrazione, la luce è vibrazione, il suono è vibrazione. L’osservatore condiziona l’osservato! Ogni sistema biologico emette e riceve segnali che vanno ben oltre i cinque sensi. La capacità di percepirli non è un dono soprannaturale, è una facoltà naturale, sopita sotto strati di rumore mentale, che si risveglia quando il rumore diminuisce e ascoltiamo il cuore. La Transpercezione inizia a raccontarci un’altra realtà!
Convinzioni, credenze, dimostrazioni, impressioni e perché si smette
C'è un momento preciso, nel cammino di ognuno di noi, in cui cresciamo fisicamente e ci vengono impartite delle lezioni, degli schemi, a volte addirittura in epoca prenatale, ben oltre al corredo genetico! Nella Vita ad un certo punto ci si accorge di aver bisogno di convincere gli altri. Di dimostrare le nostre convinzioni, credenze, valori o opinioni. La piramide di Maslow fa la comparsa inconscia nella nostra vita e abbiamo bisogno di impressionare: la mamma, il papà, la mostra, gli amici, la classe, etc.. È un bisogno comprensibile, nasce da una ferita reale, dal non essersi sentiti abbastanza visti, abbastanza riconosciuti, abbastanza amati. E per un lasso di tempo della nostra vita ha il suo senso: ci spinge a fare, a proporre, a produrre, a migliorare.
Ma arriva un punto in cui quel bisogno diventa un limite. Perché chi ha ancora bisogno di convincere sta parlando alla propria insicurezza, non al Mondo che lo circonda. Chi ha ancora bisogno di dimostrare non si fida ancora pienamente di ciò che è. Chi vuole fare impressione dipende ancora dall'occhio altrui per sentirsi intero.
Chi è arrivato ha smesso, non perché sa o per arroganza, ma per presenza. Non c'è più nulla da dimostrare perché non c'è più dubbio da placare. Il vuoto che chiedeva riempimento si è colmato dall'interno. E da quella pienezza, la presenza può finalmente irradiarsi liberamente, non come performance, ma come espressione.
«Chi sa, non parla. Chi parla, non sa.»
— Lao Tzu
La presenza come atto creativo
Creare il proprio Campo e alimentarlo non significa soltanto produrre presenza, idee, progetti, oggetti, opere, ma soprattutto gestire i pensieri. Significa portare qualcosa nel Mondo che prima non c’era: se stessi, l’unicità del proprio essere. E una presenza autentica fa esattamente questo: porta nel momento una qualità che trasforma ciò che tocca fisicamente o emotivamente o spiritualmente. Una conversazione diventa più vera. Un incontro diventa più pieno. Un luogo, semplicemente frequentato da qualcuno che è davvero presente, cambia la sua atmosfera.
Questo tipo di creazione non richiede strumenti, non richiede talento tecnico, non richiede risorse esterne, ma attenzione, presenza, in sintesi: COSCIENZA. Essere tutt’uno con la coscienza e la consapevolezza dei sistemi con cui si entra in contatto.
Non è un risultato che si raggiunge una volta e si conserva per sempre. È una pratica continuativa quotidiana: tornare, ogni volta che ci si distrae, a quel centro. Ogni volta che ci si perde nella reattività, nell'impressione del fare, nel ruolo da sostenere, tornare con pazienza compassionevole lì e ricominciare.
Non è ciò che dici a lasciare il segno. È ciò che sei quando taci.
La seconda regola nell’essere arrivati è la presenza in uno stato di Coscienza, non è uno stato permanente e statico, ma è una direzione nello stato di Coscienza.
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